sabato 4 luglio 2015

DISINFORMAZIONE E ABUSO DI POTERE (Disinformation and abuse of power) di Daniela Ripetti-Pacchini

Informare non è disinformare
  


La parola (logos pharmakon) può salvare e guarire come afferma giustamente Eugen Drewermann nel suo Wort des HeilsWort der Heilung, ma la parola può anche uccidere.
Il primo caso è il luogo dell’incontro dialogante, della conoscenza condivisa, del ‘temenos’ terapeutico, il secondo quello della parola 'armata', capziosa, disinformante che come un cancro diffonde solo metastasi maligne.
In questo post che segue quello sui “luoghi e non luoghi della violenza” tratto della violenza più o meno surrettizia della disinformazione e dell’abuso di potere,  due elementi in vario modo intrecciati fra loro in una devastante mortifera spirale.
La disinformazione, nelle scienze della comunicazione “è l'attività malevola che mira a fornire e diffondere deliberatamente informazioni false, fuorvianti o non oggettive, distorcendo o alterando la realtà dei fatti allo scopo di ingannare, confondere o modificare le opinioni di qualcuno verso una persona, un argomento, una situazione, traendone spesso vantaggio.
Nello spionaggio o "intelligence militare", la disinformazione consiste nel diffondere informazioni false per indurre in errore il nemico rispetto alla propria posizione o strategia.
In politica, la disinformazione si manifesta spesso nel tentativo di sviare i sostenitori del proprio avversario o oppositore diffondendo false dichiarazioni o insinuazioni sulla loro vita personale (ad es. in campagne politico-elettorali) oppure in generale tirando acqua al proprio mulino con altrettante falsità o alterazioni della realtà dei fatti
La disinformazione è spesso sfruttata nelle attività di propaganda, assieme al populismo e alla demagogia, comunemente usate dai regimi politici antidemocratici o solo formalmente democratici, per mantenere il più possibile il controllo sociale sulle masse garantendo al contempo la sopravvivenza stessa del regime contro eventuali oppositori, critici e rivolte dal basso.
La disinformazione può prevedere la distribuzione di documenti falsi, manoscritti e fotografie, o la diffusione di voci maliziose e dossier creati appositamente. Le sue tecniche vengono utilizzate anche nella competizione commerciale per indebolire la posizione di un concorrente e perfino a livello governativo per tenere segrete verità altrimenti compromettenti, difficili da gestire o con un forte impatto sull'opinione pubblica.
Tecniche di disinformazione sono usate comunemente anche nell'ambito del commercio/vendita (marketing) di prodotti da parte di aziende e relativi venditori, anche nella forma di pubblicità detta perciò pubblicità ingannevole” (citazioni da Wikipedia Creative Common)
Continua...

Da Wikipedia (Fletcher6)

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